Recidiva biologica: quando il corpo ricorda ciò che tu hai lasciato andare
Oppure di percepire un profumo, ascoltare una canzone o tornare in un luogo e sentire riaffiorare una sensazione che credevi ormai lontana?
Ti è mai accaduto che un sintomo si presenta e pare non andarsene mai? Eppure apparentemente non è accaduto nulla nel presente, ma qualcosa si è riattivato*.
Il corpo ci mostra continuamente che un richiamo sensoriale non è soltanto un ricordo. Può diventare una vera e propria esperienza biologica.
Facciamo un piccolo esperimento.
È cambiato qualcosa nel tuo corpo?
Per molti di noi la salivazione aumenta, ma davanti a noi non c'è alcun limone!
Ora prova un secondo esperimento: non pensare a un elefante rosa.
Per riuscire a non pensarci hai dovuto, prima di tutto, immaginarlo. Il sistema non può eliminare ciò che non ha ancora rappresentato, prima costruisce l'immagine, solo dopo può negarla.
Questi semplici esperimenti ci permettono di osservare un principio biologico molto interessante: un richiamo sensoriale non è neutro* e può modificare il corpo anche quando l'evento non è realmente presente. Il corpo reagisce al richiamo evocato, non soltanto alla presenza materiale dell'evento. Infatti il richiamo sensoriale reale o traslato (immaginato) può riattivare il processo biologico cioè alterare una funzione del corpo (salivazione in assenza del limone, solo immaginandolo). Evocare alcuni atti o fatti, cose o persone può modificare il funzionamento del corpo sia che ne siamo consapevoli sia che ciò avvenga in modo del tutto accidentale.
La recidiva non riporta il passato nel presente.
Riattiva nel presente ciò che il corpo aveva imparato a sentire nel passato (shock, binario, recidiva)*.
Non perché siamo tornati indietro, bensì perché il corpo riconosce ancora un richiamo sensoriale appartenente a quel medesimo denominatore emozionale*. Le emozioni si ripresenta in recidiva, riattiva il processo e sospende la fase di riparazione con un intensità sufficiente a tenere in sospeso la riparazione per periodi lunghi, anche detti cronici: come manifestazione di una memoria biologica che sta lentamente ripetendosi con la stessa forza.
L'emancipazione è avvenuta.
La porta si è aperta.
Eppure i cardini conservano ancora la memoria del tempo in cui sono rimasti fermi.
Basta un piccolo movimento (breve riattivazione sensoriale) e, per un istante,
possono ancora scricchiolare.
Questo non significa che la porta sia di nuovo chiusa.
Significa semplicemente che il corpo sta imparando un modo nuovo di muoversi.
Come accade con il limone o con l'elefante rosa, il sistema non distingue
tra ciò che viene affermato e ciò che viene negato.
Ciò che viene evocato può essere rappresentato,
e ciò che viene rappresentato può riattivare il sentito corrispondente.
La recidiva biologica è proprio questo.
Una soglia.
Un passaggio.
Un lieve richiamo che il corpo attraversa mentre continua il proprio cammino.
Osservata in questo modo, la recidiva cambia volto e non racconta che sei tornato indietro, ti mostra semplicemente che il corpo sta ancora attraversando un passaggio.



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