Ti
è mai capitato di essere in corsia di sorpasso e vedere arrivare
alle tue spalle qualcuno che lampeggia, si avvicina sempre di più e
sembra quasi spingerti fuori strada con la sua fretta?
Per un attimo può emergere un'emozione che fino a un istante prima sembrava non esserci. Una tensione improvvisa, un impulso quasi distruttivo, apparentemente sproporzionato rispetto a ciò che sta realmente accadendo.
Del resto, quella persona non ti sta tamponando. Non ha un'arma puntata contro di te. Ti sta semplicemente comunicando che vorrebbe passare.
Oppure ti è mai capitato
di trascorrere un pomeriggio passeggiando con amici, parlando,
ridendo, senza alcuno sforzo particolare e il giorno dopo ritrovarti
con un dolore ai polpacci che non sembra affatto proporzionato alla
camminata del giorno precedente?
Sono situazioni comuni che raccontano qualcosa
di estremamente interessante. Siamo spontaneamente
portati a credere che l'intensità del sintomo debba essere
proporzionale all'intensità dell'evento che lo precede. Se il
sintomo è importante, immaginiamo che anche ciò che lo ha preceduto
debba esserlo stato. Se invece l'evento ci appare banale, tendiamo a
considerarlo insufficiente per spiegare ciò che il corpo sta
manifestando.
Eppure l'osservazione racconta altro.
Esistono situazioni nelle quali il sintomo appare molto più intenso dell'evento che ha permesso lo scioglimento emotivo e l'inizio della fase di ripristino. Come è possibile?
Per rispondere a questa domanda è necessario cambiare punto di osservazione.
Il sintomo non
chiede di essere giudicato
come benattia o malattia.
Chiede di essere
osservato.
Il corpo non racconta
soltanto ciò che è appena accaduto. Racconta anche il momento
biologico in cui si trova. Quando un sentito
emozionale trova finalmente una condizione che gli permette di
sciogliersi, il corpo entra nella fase di ripristino. Ed è qui che compare uno
degli aspetti più affascinanti della Curva esasperata: un evento può essere
piccolo e lo scioglimento che produce può essere enorme.
Perché non si sta sciogliendo soltanto l'ultimo episodio, si stanno sciogliendo,
contemporaneamente, tutte le memorie emozionali che condividono
quello stesso sentito.
Immaginiamo un'espressione matematica:
2x × 3y − 5z × (6x + 4z)
Ogni termine rappresenta un contesto diverso della nostra vita: una relazione, un ambiente di lavoro, un'esperienza vissuta, una situazione familiare. A prima vista sembrano episodi indipendenti eppure sono uniti da un unico denominatore: lo stesso sentito emozionale.
Quel sentito è il denominatore della frazione.
Tutti quei contesti costituiscono il numeratore.
Quando anche un evento
apparentemente banale mi fa sentire che, rispetto a quel preciso
sentito, "è tutto a posto", la psiche non scioglie
soltanto l'ultimo episodio, scioglie l'intera equazione.

Molla
contemporaneamente tutte le allerte che erano rimaste sospese attorno
a quel medesimo denominatore emozionale.
Il
tessuto ripara allora con l'intensità del numeratore, cioè con la
forza biologica che deriva dalla somma di tutti i contesti nei quali
quella stessa emozione era rimasta in sospeso. Ecco perché il sintomo può apparire così intenso, perché non sta raccontando la grandezza dell'ultimo evento, sta raccontando la profondità di tutto ciò che, finalmente, ci si è concesso di lasciare andare.
Paradossalmente, proprio quando la minaccia termina e l'organismo percepisce che può abbassare l'allerta, compare il sintomo. Secondo il modello teorico
delle 5 Leggi Biologiche, è l'inizio della fase vagotonica, o
edematosa: il momento in cui il tessuto può dedicarsi al ripristino.
Cambiare questo punto di vista modifica profondamente anche il modo di osservare ciò che accade.
Non chiederti soltanto:
"Che cosa mi è successo?"
Prova a domandarti anche:
"Quale sentito emozionale potrebbe essersi finalmente sciolto?"
Torniamo allora alla passeggiata, forse il dolore ai polpacci non racconta semplicemente i chilometri percorsi, forse racconta qualcosa che, attraverso quei passi, ha finalmente trovato il coraggio di andare avanti. Quella camminata è stata soltanto il piccolo evento capace di sciogliere una storia molto più grande. E il corpo, facendo ciò che sa fare da sempre, ha iniziato a rimettere ordine.
IlTédelle5Lb
Se la conoscenza e
l'osservazione della psicobiologia o fenomenologia biologica, attraverso il modello teorico
delle 5 Leggi Biologiche, ti appassionano, sei il benvenuto a
IlTédelleLb:
uno strumento per osservare sé stessi con curiosità, al di là
delle credenze, accompagnando l'esperienza umana nel suo linguaggio
più profondo.
*Questo articolo ha finalità divulgative e propedeutiche. Offre uno spunto di osservazione del fenomeno secondo il modello teorico delle 5LB e non intende esaurire la complessità dell'argomento trattato. I contenuti non sostituiscono il parere o il percorso con i professionisti e gli specialisti di riferimento.
Commenti
Posta un commento